32^ TAPPA TTS – MOTOPORCHETTATA IN GARFAGNANA – BY Capitan Uncino

Premetto che questo resoconto avrebbe dovuto scriverlo Catia, che gentilmente (pena severa punizione) mi ha pregato di scriverlo per lei, quindi quanto leggete è stato ispirato da Catia ed io mi sono limitato a metterlo per iscritto.

Eravamo quattro amici al bar, che volevano…. 

Ah… ma forse ho cominciato male, ma è la poetessa di Catia che mi ispira le rime, è vero siamo partiti in quattro: Catia, Lallo, Lalla ed io, ma andiamo con ordine.

Arrivo ad Anguillara al Gabbiano per primo un po’ in anticipo e aspetto, vedo arrivare un TIR stracarico, ma no, è Catia con la moto e bagagli: si è portata tutto! Valige laterali enormi, bauletto (anzi baulone) posteriore di quelli giganti che possono contenere due caschi, pieno di chissà che, come le valige, perché la tenda sta fuori, sul sedile del passeggero.

Poi arrivano Lallo e Lalla, anche loro stracarichi, ma sono in due e ci può stare, anche lui con la tenda fuori, ma dove? Sulla sella del passeggero dietro a Lalla, che comincia già a rimproverarlo e a lamentarsi del poco posto che le rimane, e dice: “Tanto fa sempre come dice lui”.

Io mi sento quasi fuori posto con la mia moto che credevo… da gran turismo, ma con i pochi bagagli sto facendo una figuraccia.

Partiamo, Via Cassia e si va veramente bene, ottimo affiatamento nell’andatura e procediamo spediti, noto con mia grande e piacevole sorpresa che Catia è una notevole “passista” e tiene un andatura di tutto rispetto, con lei si viaggia veramente bene, complimenti. Di Lallo già sapevo e anche lui è ok.

Sosta vero il 40° parallelo per rifornimento e bar, poi sparati verso Siena, Poggibonsi e Certaldo. Sosta pranzo con panini, il tempo è buono e decidiamo di confermare l’itinerario su per l’Abetone e S. Marcello Pistoiese, scendiamo a Ponte a Moriano, sosta d’obbligo a Ponte della Maddalena detto Ponte del diavolo, foto di rito e sosta al bar, poi con calma arriviamo al luogo del raduno.

Cominciamo a montare le tende su un bel prato verde e guarda un po’… comincia a piovere.

Io mi sbrigo con la mia piccola tenda, per gli altri ci vuole più tempo, Lallo ha portato una mega tenda con garage (non scherzo: ci metterà dentro anche la moto) attico e superattico, ma Catia non è da meno considerando che è sola: ha portato di tutto, lampade, martelli per i picchetti(2) e suppellettili varie compreso un tavolino.

Io, che ho finito, tiro fuori l’ombrello (ho portato poco ma quanto serve) e cerco di riparare Catia che sta picchettando: “Mission impossible”, si muove tanto velocemente che finisco per riparare un picchetto! Faccio diversamente, sto fermo e nel suo giro di martellate, almeno un po’ Catia lo passa sotto il mio ombrello.

Per fortuna la pioggia dura poco, ci sistemiamo e facciamo amicizia con gli organizzatori ed i pochissimi già arrivati (il raduno comincia domani).

Tra una birra e una chiacchera si fa quasi ora di cena e gli amici organizzatori propongono: prepariamo da mangiare, abbiamo salsicce e fagioli, pizza fritta e bevande (vino e birra) a volontà, al modico prezzo di 10 euro (come da noi in ClubHouse), accettiamo volentieri e, visto che non siamo tanti ci propongono un’unica tavolata, così stiamo ancora meglio e la serata passa molto molto piacevolmente.

Venerdì mattina ci svegliamo con il sole, benissimo! Gita indipendente al castello di Verrucole, in cima ad una montagna dove c’è la visita guidata: ci accoglie un giovane vestito in abiti medievali che ci accompagna spiegando tutto del castello, cucine con esempi di cibi, abiti, stemmi, arnesi di lavoro e sala d’armi dove per spiegare meglio fa vestire con abiti e armamenti uno di noi, indovina chi? Lallo naturalmente, che è uno spettacolo così conciato!

Scendiamo dal castello e ci dirigiamo verso Castelnuovo di Garfagnana, dove giriamo un po’ visitandola e cercando un posto dove mangiare, ne troviamo uno e mangiamo così così, serviti con ritardo e a pezzi, con giuste critiche di Lalla che dice: “meglio a casa mia”.

Nel primo pomeriggio minaccia pioggia e torniamo al campeggio e al raduno, nel frattempo è arrivata altra gente, aspettiamo che smetta di piovere e poi un aperitivo al bar del paese, poi cena al raduno, chi con pizza, chi con affettati vari, chi con porchetta, e qui cominciano la critiche: “la crosta non è croccante, manca il finocchietto, è meglio la nostra, quella di Ariccia, ecc. ecc.” Soprattutto Lalla è spietata, non glie ne passa una, e sinceramente non ha tutti i torti.

Grande musica la sera, con un gruppo così così, infatti nessuno balla, si fa una certa ora e decidiamo di andare a nanna, poi il gruppo musicale finisce e subentra un disk-jockey niente male e… quella pazza di Catia si alza (ce lo racconterà poi la mattina dopo), torna alla festa e comincia a ballare tutta da sola con grande piacere e meraviglia degli astanti. 

Lieve pioggia durate la notte e si fa sabato mattina. Decidiamo di fare giri per conto nostro e di tornare a casa in serata, tanto il raduno lo abbiamo già visto.

Partiamo su per le Alpi Apuane per una strada bellissima, in mezzo ai boschi e con un fondo ottimo, sosta lungo la strada all’antico villaggio medievale di Isola Santa e piacevole visita. Poi arriviamo alle cave di marmo percorrendo una lunghissima galleria pochissimo illuminata e scavata nel marmo. Sosta d’obbligo per ammirare la bianca montagna tutta scavata per l’estrazione del marmo, panorama mozzafiato.

Al bivio in cima, sbagliando, prendiamo la strada che scende direttamente a Forte dei Marmi, in Versilia, e non facciamo l’altra (che Catia vorrebbe fare) verso Massa facendo il passo del Vestito. Grande rimprovero da parte di Catia al sottoscritto che implora perdono.

Scesi in Versilia si fa ora di pranzo, a Pietrasanta vediamo sulla piazza un’osteria che si chiama “Il Gatto Nero”, è per noi! Lì mangiamo qualcosa preparandoci alle solita critiche (però simpatiche) di Lalla che dice: “Meglio a casa mia!”.

Si riparte, per evitare il traffico dell’Aurelia facciamo una provinciale interna che passa dietro il Lago Massaciuccoli, pochissime macchine, fondo buono e arriviamo a percorrere la strada per Collesalvetti e Cecina. Da qui comincia L’Aurelia col suo grande traffico e ci rassegniamo: tutta in corsia di sorpasso (il fondo è migliore) ad andatura sostenutissima (evito di dire la velocità). Verso la fine ci perdiamo di vista, Lallo e Catia fanno una sosta in più per un rabbocco d’olio (Catia), ma nel complesso tutto ok.

Tutti a casa contenti e soddisfatti, bei posti, bella gita e soprattutto mai preso acqua, complimenti ai compagni di viaggio per l’affiatamento e la simpatia.

Ciao e alla prossima!

By Capitan Uncino (ispirato da Fior di Catia)